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23 ottobre 2014: (1) Rifugio Pietro Garelli 1970m al Pian del Lupo 2000m. (2) Caltha palustris con ospite. Laghetto del Marguareis 2247m.

Sulle Alpi Liguri a quota 1970, nei pressi del "Pian del Lupo", nel 1950 viene inaugurata la prima versione del Garelli, un rifugio a botte ricavato da una baracca dell’Areonautica Militare Inglese (RAF), con 16 posti letto e una piccola cucina. Il rifugio fu dedicato all'Avvocato Piero Garelli (1905-1945), presidente del Club Alpino di Mondovì e membro del Comitato di Liberazione Nazionale di Mondovì, morto nel Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen.

Negli anni iniziò a godere di una sempre maggior frequentazione, nel 1964 la dimensione del rifugio è stata raddoppiata raggiungendo i 32 posti letto a tavolato. Quattro anni dopo il rifugio venne completamente ristrutturato e ampliato nella capienza raggiungendo i 76 posti letto. Fino al 1980 il rifugio era curato da Sebastiano Gastaldi, detto Bastianin, un mulattiere della valle che, ingaggiato nella costruzione del rifugio, ne divenne il gestore.. Con l’aiuto della moglie Lucia e della figlia Rita, il rifugio rimase aperto nelle estati a cavallo tra i ’60 e i ’70, ospitando escursionisti e cacciatori.

Nell’estate del 1980 le chiavi del rifugio passarono nelle mani di Guido Colombo, attuale gestore del Garelli, che con l’aiuto della moglie Adriana e del socio Mariolino è riuscito a fronteggiare alcune sventure, tra cui il terribile incendio del novembre 1987 che bruciò buona parte del rifugio.

Dopo i lavori di ristrutturazione curati dall’Architetto Gian Bertarione di Cuneo, il Garelli riaprì nel 1991 nella sua rinnovata struttura con 94 posti letto, cucina, spazi comuni e un locale invernale.

Oggi il rifugio viene gestito da Guido, con l'aiuto dei figli Simone e Mattia e da Adriana, splendida cuoca.

Attualmente il rifugio è una costruzione di 4 piani, con una parte antincendio, realizzata esclusivamente in metallo e vetro. In questa parte di rifugio trova anche spazio il "rifugio invernale", una parte sempre aperta a cui possono accedere gli alpinisti anche fuori dal periodo di apertura. Il rifugio è energeticamente indipendente, l'energia elettrica di cui fabbisogna è ricavata da alcuni pannelli fotovoltaici disposti sul tetto dello stesso, e da due piccole centrali idroelettriche.[1]

NDR...


8 agosto 2016: (1) Hedysarum hedysaroides [Sulla Alpina].  (2) Saxifraga Lingulata (Callosa). (3) Aquilegia Bertollonii.


8 luglio 2017: il lungo sentiero che conduce alla Capanna Scientifica Alberto Morgantini 2235m. appartenente al Gruppo Speleologico Alpi Marittime del CAI di Cuneo. [località Colla Piana di Malaberga].(3) Foto di gruppo durante una escursione di apprendimento e studio del territorio circostante 


8 luglio 2018: (1)  Punta Marguareis  2651m [l'indiano dormiente]. (2) Panoramica delle Carsene  . (3)La  bellissima conca di Pian Ambrogi e il suo interessante inghiottitoio dove le acque di precipitazione e di fusione delle nevi  confluiscono e dopo un lungo cammino raggiungono la Risorgenza  del Pesio in Valle Pesio. 


(1) Osservatorio faunistico del Parco  del Marguareis.  (2) Aquilegia atrata. (3) Rifugio Garelli 1970m situatonella catena montuosa delle Alpi Marittime.  


31 maggio 2019: (1) Pannello indicazione area Parco. (2) Risorgenza del Pesio. (3) torrente Pesio.

La storia registra la prima visita alla grotta della risorgenza del Pesio il 29 Agosto del 1905 dal Cav. Strolengo con l'aiuto di due guardia caccia. Utilizzò a mo di scala, tronchi di abete, con travetti trasversali che fungevano da pioli. Il tutto era tenuto saldamente insieme da travi e corde. L'esplorazione si fermò quasi subito in corrispondenza del primo laghetto.


20 agosto 2019: (1) La via del Duca ex militare 194 costruita nel 1940. (2) al Colle del Prel 1925m  crocevia per il Passo del Duca 1989m. (3) al Passo del Duca 1989m.


Recupero completato: la via del Duca è tornata allo splendore di 80 anni fa

Concluso l'intervento sulla ex strada militare dell'alta valle Pesio, ora percorribile a piedi, in mountain bike o e-bike


La via del Duca, in alta Valle Pesio, è tornata allo splendore di 80 anni fa. L’ex militare 194, costruita a partire dal maggio 1940 sotto la direzione della sezione staccata del Genio di Cuneo, nell’arco di due stagioni è stata restaurata dai tecnici forestali dell’assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, dalla squadra Aib della Protezione civile della Valle Pesio e da volontari con la collaborazione dell’Ente Aree Protette Alpi Marittime.

Ora, 8 km di tracciato, 900 metri di dislivello di salita tra il Pian delle Gorre e il Passo soprano del Prel, permettono a turisti e sportivi di percorrere in sicurezza, sia in bicicletta sia a piedi, l’itinerario. Un percorso con pendenza massima dell’8%, larghezza media tre metri, muri a secco, le stesse caratteristiche con cui realizzò l’opera l’impresario siciliano Savasta Fiore, vincitore dell’appalto del Genio, a Chiusa Pesio per dirigere la Fabbrica Ceramica Piemontese. Nei giorni scorsi i volontari hanno anche portato a termine la sistemazione del tratto che dal Passo del Duca scende al gias dell’Ortica “porta” della Conca delle Carsene, luogo tra i più affascinanti delle Alpi Liguri che ricade nei confini del Comune di Briga Alta, attraverso il quale l’ex militare 194 continua sino Colle di Malabera confluendo poi nell’Alta Via del Sale (Limone-Monesi). 

Si tratta di una piacevole riscoperta di un percorso storico e di grande valenza turistica per la visita di uno dei luoghi più spettacolari delle Alpi del Mediterraneo che ciclisti e pedoni dovranno fruire con attenzione e rispetto reciproco”, spiega il consigliere delle Alpi Marittime Armando Erbì che ha seguito passo passo gli interventi di recupero della strada. E prosegue: “L’obiettivo è di riuscire a reperire risorse per completare l’opera e creare un’importante bretella ciclopedonale di collegamento, attraverso la Valle Pesio, dell’area cuneese e monregalese con l’Alta Via del Sale, spettacolare dorsale che unisce le alte valli Roya, Vermenagna, Tanaro con la Riviera ligure”. 

Ringrazio la Regione Piemonte e i suoi operai forestali, insieme ai volontari per l’impegno che hanno messo nella realizzazione degli interventi che hanno permesso di portare a termine il progetto di recupero della strada che stava anche molto a cuore al compianto vice presidente dell’Ente Andreino Ponzo", dice Paolo Salsotto, presidente delle Aree Protette Alpi Marittime. 

La militare 194 era anche chiamata “la strada dell’invasione”. L’intento dello Stato Maggiore nel realizzare quest’opera era infatti di realizzare una via per convogliare velocemente dal basso Piemonte truppe per occupare la Francia sudorientale. Il 1° settembre prossimo, invece, “l’invasione” sarà pacifica e festosa con la prima edizione della Route del Marguareis da Tende (Francia) a Chiusa di Pesio. Un evento sportivo internazionale per ciclisti preparati (70 km e 2000 m di dislivello) da fare in Ebike o Mtb: una sorta di “battesimo” del tracciato restaurato.

ndr ...      c.s.   chiusa di pesio


20 agosto 2019: (1) Panoramica sulla Conca delle Carsene. (2) Gias dell'Ortica 1870m. (3) Discesa  lungo il tratto esposte del Passo del Baban. 


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