Pagina in aggiornamento


Flora Alpina:  (1)  Veronica fruticans. (2) Viola calcarata sp. villarsis. (3) Viola calcarata sp.  


CAVA  DI  ARDESIA  NEL  VALLONE  DI  FRISE

7 aprile 2010: Cava di ardesia nel Vallone di frise .


21 gennaio 2018:  (1) Santuario di Castlmagno. (2)  Passo Crosetta 2180m. (3) Monte Crosetta 2195m


27 gennaio 2019: (1) Bivacco Russet 1900m. (2) Ciaspolata al Bivacco Russet 1900m. (3) Interno del Bivacco Russet 1900m.


ROUSSET E LA LEGGENDA DI ANNIBALE

Fra pochi giorni, a febbario, ricorrerà l'anniversario della triste scomparsa di Osvaldo Rovera, caragliese dall'animo gentile e buono.
Colgo questa amara occasione per ricordalo e per raccontare una bella escursione, compiuta in compagnia di mia moglie, su un sentiero che a lui fu molto caro.
E proprio su quel percorso meraviglioso, in quel fatidico giorno di fine inverno del 2008, tra le silenziose nevi di quelle montagne pure e incontaminate, quasi vicino alla meta, Osvaldo si addormentò per sempre.
La meta era il Bivacco Rousset sui monti dell'incantevole vallone di Frise presso Monterosso Grana.
La nostra piccola gita ha avuto la fortuna di incontrare una splendida giornata di fine agosto ed è stata piacevolmente distensiva.
Il sentiero era stato appena risistemato, con particolare cura , grazie all'impegno dell'amministrazione locale e dell'aiuto di valenti collaboratori.
Opportunamente segnalato con evidenti tacche rosse e bianche, quindi di facile individuazione e percorribilità, si snoda lungo il fianco della montagna superando, innanzitutto un cristallino e gelido torrentello, superando poi una bella «touscho» o faggeta, per continuare dopo tra rododendri e bassa vegetazione, tipica delle nostre terre alte, fino ai pascoli del bivacco suddetto.
Proprio poco prima di quest'ultimo tratto, a lato del «viol», ci si imbatte nel luogo dove Osvaldo, seduto su un sasso, ha chiuso per sempre gli occhi terreni. Un pino, una targa commemorativa e un recinto di protezione lo ricordano e lo ricorderanno in ogni tempo.
Arrivati al «Rousset», dopo circa un'ora di cammino, si può continuare fino alla displuviale Valli Grana e Stura, accarezzando i piedi di un'abbondante pietraia. Questa pietraia è la testimonianza di uno scavo minerario eseguito, negli anni 50 dello scorso secolo, da un tenace e coraggioso montanaro: Rousset di Frise, all'anagrafe Matteo Durbano. Rousset cercava l'oro ma non lo trovò. Tuttavia scoprì un ricco giacimento di ferro e manganese. Un sogno che si avverava ma che drammaticamente finì in tragedia a causa di un incidente che lo uccise, in quel luogo, nella sua miniera.Ancora adesso, in quella pietraia, si possono trovare frantumi di roccia contenente piccoli cristalli dorati che brillano alla luce del sole.
Infine, una nota di colore. Una leggenda, raccontata da un abitante del luogo, narra che le sovrastanti montagne denominate Rocca Pergo grande e Rocca Pergo piccola siano così divise e caratterizzate da pareti rocciose scure a causa del calore sprigionato da grandi falò e dell'aceto buttato dai soldati di Annibale, usati per rompere la parete, al fine di permettere agli elefanti di passare e raggiungere così le terre romane.
Un percorso, quindi, da valorizzare per il suo grande patrimonio naturalistico, storico, leggendario e sportivo.
Infatti è anche meta preferita degli amanti dello sci alpino, uno sport che Osvaldo amava particolarmente.


14 gennaio 2020: (1) Cappella della Madonna degli Angeli 1132m. (2) fioritura di Viola boscaglia. (3) Colle del Gerbido 1380m 


7 marzo 2020: (1) Veduta ingresso della grotta della Balma Grande. (2) Visita all'interno della grotta. (3) Interno cavità. 



Non è consentito utilizzare, anche parzialmente, le pagine, i testi e le immagini contenute nel sito web senza l’espressa e preventiva autorizzazione da parte dell’autore