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scoprinatura con Enzo Resta
immagini della valle Pesio
scoprinatura di Enzo Resta - Valle Pesio
     
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È l’area protetta più meridionale del Piemonte, ( Parco Alta Valle Pesio ) istituita nel 1978, estesa per 6770 ettari, sorge intorno al massiccio del Marguareis 2651 m., la cima più alta delle Alpi Liguri. La prevalenza di rocce calcaree nasconde un rilevante complesso di cavità carsiche. Questo fenomeno idrogeologico è presente in quasi tutta l’area protetta. Dalla Mirauda a Cima della Fascia, dalle Carsene al Marguareis, da Piaggia Bella alle Fascette, sono numerose le grotte censite dagli speleologi piemontesi, per uno sviluppo complessivo di oltre 150 km. Il territorio presenta caratteristiche alpine e mediterranee con un patrimonio floristico unico a livello mondiale: oltre 1400 specie vegetali, tra le quali moltissime specie rare e 8 specie endemiche. Il clima umido e fresco ha favorito lo sviluppo di boschi di Abete bianco di straordinaria bellezza che hanno visto nei Frati Certosini i primi utilizzatori intelligenti delle risorse lignee offerte dalla natura. Altresì sono presenti tutte le specie animali tipiche di alta montagna cui il Parco, in circa 25 anni di gestione, ha contribuito sia in termini di densità, sia reintroducendo nuove specie (cervo, capriolo) o monitorando specie in naturale espansione come lupo e picchio nero. Dal punto di vista architettonico da segnalare in Valle Pesio la grandiosa ed austera Certosa fondata nel 1173.
    
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sbocco del Pis del Pesio (risorgenza)
Risorgenza del Pesio (Pis del Pesio)
    
     

IL PIS DEL PESIO

Località di partenza: Piano delle Gorre
Accesso stradale: da Chiusa Pesio si prosegue per la strada di fondo valle fino al Piano delle Gorre, in auto o con la navetta del Parco
Dislivello: 434 m
Tempo di percorrenza: 1.30 ore circa
Periodo consigliato: aprile e maggio, quando lo scioglimento delle nevi della Conca delle Carsene alimenta il collettore sotterraneo che fuoriesce nella cascata del Pis, in modo a dir poco spettacolare. 

Dal Piano delle Gorre risaliamo un tratto del vallone del Salto lungo l’antica strada militare interrotta solamente nel punto di attraversamento del torrente, dopo aver lasciato sulla sinistra il bivio per il rifugio Garelli. Questo antico tracciato si percorre fino al Gias degli Arpi (il nome Arpi deriva, probabilmente, dall’Aigla Arpia, ovvero dal ripeto, meglio conosciuto come avvoltoio degli agnelli) dove, sulla destra, vi è un sentiero che ci conduce, attraverso diversi tornanti, alla base della parete calcarea da cui trabocca il Pis del Pesio (1416 m). Tra i molti sistemi carsici del Marguareis questa cavità è una delle poche a sviluppo orizzontale. Il ritorno lo effettueremo, dopo aver consumato il nostro pranzo, percorrendo il sentiero del Gias Fontana. L’ingresso della grotta del Pis del Pesio è posizionato in alto, nella parete, a circa 25 m di altezza. Raggiungere l’ingresso in parete non fu, ovviamente, cosa facile. L’impresa riuscì il 29 agosto del 1905 al cavalier Vittorio Strolengo e ai suoi compagni, con l’aiuto determinante di due giovani guardiacaccia e di una guida del CAI. Allo scopo si utilizzò, a mo’ di scala, un tronco d’abete, con travetti trasversali che fungevano da pioli. Il tutto era tenuto saldamente insieme da travi e corde. L’esplorazione si fermò quasi subito in corrispondenza del primo laghetto. Durante le ricognizioni successive, il laghetto venne superato con una zattera e si ispezionò un buon tratto della cavità. L’esplorazione completa della grotta è avvenuta in tempi più recenti, mentre il superamento dei sifoni terminali (molto difficoltoso per le basse temperature) è stato tentato negli ultimi anni da parte di una èquipe speleosub belga.

L’AMBIENTE
Il Pis del Pesio rientra nel territorio del Parco naturale dell’ Alta Valle Pesio e Tanaro, al cui centro si trova il massiccio del Marguareis (2651 m s.l.m.) che è da ricordare tra le più importanti zone carsiche d’ Italia; infatti tutta la zona è interessata da un abbondante sviluppo del carsismo, sia di superficie che del sottosuolo, in cui le forme glaciali e carsiche caratterizzano un paesaggio alquanto singolare e selvaggio.
A causa delle correnti umide provenienti dalla pianura cuneese, le condizioni climatiche sono caratterizzate da un elevato tasso di umidità atmosferica e da abbondanti precipitazioni tanto che, a causa dell’elevata piovosità, questa zona fu chiamata “Piccole Dolomiti”. 

LA FLORA
Questa regione racchiude una straordinaria ricchezza flogistica che si può valutare intorno alle 1500 specie. Tale ricchezza è legata ad una serie ben precisa di motivi: la collocazione geografica del territorio, la presenza di rocce calcaree che ospitano una flora più ricca di quelle acide, la storia di quest’area che fu interessata dalle glaciazioni offrendo così rifugio a molte specie vegetali,…
Oltre a molte specie rare quali il Pinus mugo, la Campanula macrorrhiza,… sono presenti specie derivanti da forme arcaiche, la cui origine è da far risalire anteriormente ai periodi glaciali,quali il Phyteuma cordatum, specie originatesi in tempi geologici recenti, a causa dell’isolamento geografico della zona.

    
     
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Risorgenza Pis del Pesio - Lo sbocco del torrente sotterraneo che raccoglie le acque dalla sovrastante Conca delle Carsene. L'apertura che occhieggia in parete è l’accesso ad una grotta che si inoltra nella montagna per circa due chilometri.

     

Risorgenza del Pesio q. 1426 m.
Comune di Chiusa Pesio / Valle Pesio. Passeggiata tra storia e cultura all’ombra di faggi e abeti bianchi osservando la peculiarità della flora esistente nell’area del Parco del Pesio, si raggiunge lo sbocco del torrente sotterraneo che raccoglie le acque dalla sovrastante Conca delle Carsene. L'apertura che occhieggia in parete è l’accesso ad una grotta che si inoltra nella montagna per circa due chilometri. Tempo di percorrenza: 5 h circa A/R. Difficoltà: percorso facile di scarso impegno. Dislivello 460 m.
La storia registra la prima visita alla grotta della risorgenza del Pesio il 29 Agosto del 1905 dal Cav. Strolengo con l'aiuto di due guardia caccia. Utilizzò a mo di scala, tronchi di abete, con travetti trasversali che fungevano da pioli. Il tutto era tenuto saldamente insieme da travi e corde. L'esplorazione si fermò quasi subito in corrispondenza del primo laghetto.

    
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Conca delle Carsene
Conca delle Carsene
    
     

La conca delle Carsene è uno splendido esempio di altopiano gladio-carsico. La forma a conca, con le vaste superfici di roccia nude e arrotondate deriva dall’azione dei ghiacci preistorici. Tempo di percorrenza: 7 h circa a/r. Difficoltà: facile ma lunga. Dislivello 339 m. Note tecniche: sul sentiero non sono presenti sorgenti, pertanto si consiglia munirsi di abbondante acqua.

    
     
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Cima Marguareis (l'indiano dormiente)
Cima Marguareis (l'indiano dormiente)
    
     

Cima Marguareis - Si trova sulla linea di confine italo-francese, la vetta dopo il trattato di pace del 1947 è stata ubicata in territorio francese. Il nome deriva dal gergo dei pastori brigaschi, anticamente era detto Maraguarez. Il versante Sud è carsico e morbidamente degradante. Il versante Nord è invece una parete verticale solcata da canali molto impegnativi. La zona è molto importante per i fenomeni carsici, con grotte che raggiungono i 60 km di estensione e 900 m di profondità.

    
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escursione alla Conca delle Carsene
Escursione alla Conca delle Carsene
    
     
osservatorio funistico del Pesio
Osservatorio faunistico
    
     
Rifugio Garelli
Rifugio Garelli
    
     
escursione
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nel Parco dell'Alta Valle Pesio
    
     
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trekking nel Parco
    
     
Capanna scientifica Morgantini (rifugio speleologico)
Capanna Morgantini
    
     
area carsica di Pian Ambrogi (Conca delle Carsene)  - area Parco del Marguareis
Pian Ambrogi (area carsica)
    
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