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Oasi sul Maira - un torrente per amico - scoprinatura di enzo resta
un torrente per amico - oasi sul Maira di Enzo Resta
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il Maira torrente
    
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il Maira
Un'aula in mezzo al verde, in una piccola oasi lungo il torrente Maira, un tempo discarica, ricca di invertebrati, avifauna e tanta vegetazione. 
    
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MAIRA UN TORRENTE PER AMICO

Vita nascosta di un torrente. Laboratorio didattico per ragazzi lungo il Maira
 
È rivolto a ragazzi di età compresa tra gli otto e i dodici anni che desiderano conoscere il torrente.
Mercoledì  19 e 26 giugno 2013
Mercoledì 3 e 10 luglio 2013
Ritrovo ore 10.00 a Dronero (Valle Maira) Piazza XX Settembre.
Ore 10.30 iscrizione, presentazione dell’attività e avvicinamento alle sponde del torrente Maira in località Tetti attraverso un bosco ricco di vegetazione.
Ore 12.30 Pranzo al sacco
Ore 13.30  inizio attività
 
Un progetto, un gioco, un modo per scoprire prima il torrente e poi il fiume di casa nostra attraverso un percorso didattico divertente ed interattivo della natura.
I grandi fiumi ancor prima torrenti, sono come lo specchio del tempo: lungo le loro rive sono sorti villaggi e città e intere civiltà. Ben prima dell’uomo una numerosa e complessa civiltà vegetale e animale ha scelto il fiume o torrente come proprio ambiente di vita.
Ci introdurremo nel mondo segreto e misterioso delle rive e del greto  per scoprire i minuscoli insetti, i pesci,  gli uccelli e le numerose piante; dobbiamo conoscere, conservare e proteggere un ambiente così vicino a noi.        
 
Abbigliamento: scarponcini da montagna, copricapo, giacca impermeabile,
Materiale necessario: penna e blocco notes.   
Difficoltà: facile, di scarso impegno.
Durata: intera giornata (dalle ore 10.00 alle ore 17.30 circa).
Costo a ragazzo € 8. (è gradita la presenza di eventuali genitori).
L’attività si effettuerà a raggiungimento di un numero congruo di partecipanti. Inoltre potrà subire modifiche dovute alle condizioni meteorologiche o ad altri eventi imprevedibili.
Prenotazione obbligatoria entro le ore 16 del giorno prima. Info: Enzo Resta cell. 338-5811520 (Guida Naturalistica G.A.E.).
    
oasi sul maira
     
Nelle spumeggianti acque dei torrenti di montagna, come in quelle dei fiumi di pianura, vivono molti pesci ben conosciuti; le rive dei corsi d'acqua sono abitate da un gran numero di uccelli colorati; gli ambienti di palude ancora,sono abitati da anfibi.
Tutti questi inquilini delle zone umide, ovvero strettamente legate alla presenza dell'acqua, sono individuabili per dimensioni, colore e suoni. In quest'ambiente vivono però anche altri organismi molto più piccoli e decisamente meno appariscenti, ma importantissimi dal punto di vista biologico ed ecologico: i macroinvertebrati, insostituibili anelli della catena alimentare ed ottimi indicatori della purezza dell'acqua.
    
     
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didattica lungo il torrente Maira
     

DIDATTICA LUNGO IL MAIRA   -  " dal giornale il DRAGO Ottobre 2006  "

A LEZIONE LUNGO IL MAIRA   -  Progetto didattico “ Vita nascosta di un torrente “

A seguito dell’adesione di numerose insegnanti elementari dell’Istituto Comprensivo di Verzuolo al progetto didattico “Vita nascosta di un torrente - lungo il Maira”, ideato e realizzato dall’accompagnatore naturalistico dronerese Enzo Resta, il 17 ottobre scorso presso il torrente Maira in località Via Vecchia dei Tetti si è svolta una lezione direttamente sul territorio (preceduta da una videoconferenza preliminare nei locali della scuola) che è servita ad approfondire la conoscenza della macrofauna (organismi invertebrati) e toccare con mano la vita lungo il torrente.
Come sempre la parte sul campo è quella che ha maggiormente interessato i bambini, che hanno partecipato, con molto entusiasmo e coinvolgimento, 49 bambini delle classi 2^ di Lagnasco e 2^ e 3^ di Villanovetta accompagnati dalle loro insegnanti.
L’iniziativa è stata possibile grazie all’interessamento dell’Amministrazione Comunale di Dronero che ha stanziato la cifra necessaria per la pulizia del tratto di fiume e per l’acquisto del materiale didattico.
Visto il successo delle lezioni, che si ripetono dal 2004, l’accompagnatore dronerese sta cercando di trasformare la sua esperienza in un progetto per la realizzazione di una piccola oasi naturalistica lungo le sponde del fiume (recuperando tra l’altro la zona dell’ex discarica ) dove i ragazzi possano entrare in contatto con la natura per conoscerla e rispettarla .
Per l’originalità e la valenza positiva del progetto, speriamo in un ulteriore interessamento dell’Amministrazione comunale.

    
lezione a cielo aperto lungo il torrente Maira
     
laboratorio a cielo aperto . . .
Ponte Rossini sul Maira
    
     

Laboratorio a cielo aperto:  escursione lungo il Maira

Lunedì 7 maggio gli alunni della scuola primaria di Vottignasco, accompagnati dalle loro insegnanti, si sono recati a Cartignano in Valle Maira, per un’ interessante escursione nelle limpide e trasparenti acque del fiume che scorre nella verdeggiante valle.
Sul posto li attendeva l’Accompagnatore naturalista Enzo Resta.
Nella prima parte del laboratorio i bambini hanno ascoltato, con un apparecchio particolare, i suoni e i rumori provenienti anche da una notevole distanza: il cinguettio degli uccelli e i versi di tutti gli altri animaletti che popolano le rive del fiume.
Nella seconda parte, dopo aver indossato gli stivali di gomma, alunni e maestre hanno esplorato il torrente Maira.

Con retini, secchielli e bastoni … quante scoperte! Hanno trovato: uova di rospo, girini, tricotteri, portasassi, gamberetti, e, nascosti tra i cespugli, uova dei germani reali.
Questa entusiasmante giornata rappresenta la conclusione del lungo progetto: “Vita nascosta del torrente Maira”.
L’ esperienza a contatto con la natura è stata ritenuta da tutti interessante e ha fatto capire ancora una volta quanto sia importante rispettare l’ambiente che ci circonda.

    
lungo il Maira
     

Il libro " Lungo il Maira ... Fra i suoi canali " . Possibilità di acquisto per informazioni: enzoresta@alice.it

    
     
IL MAIRA E LE SUE STORIE
 
Il Maira, le sue storie, i suoi affluenti e i suoi canali in un lavoro delle scuole elementari della valle.
 
ÀIGO DE MÀIRO
Acqua che viene, acqua che va
 
Una valle è un paesaggio disegnato dalle anse del fiume che la percorre. Il fiume va, incessante, erodendo montagne, scavando valli e solcando pianure.
 
“Non è possibile entrare due volte nello stesso fiume” diceva Eraclito. Nel suo scorrere incessante il fiume muta e si rinnova e in ogni istante si ripropone con sempre nuove acque.
“E chiaro nella valle il fiume appare”. Il lontano luccicare del fiume dopo la tempesta è racchiuso in quello che è forse il più bello della poesia italiana. L’acqua di un torrente che va, non poteva lasciare indifferenti le menti contemplative e gli animi gentili di poeti e filosofi.
Nelle vallate alpine, in contesti segnati da una geografia severa e condizionati da un’economia di sopravvivenza, poco spazio è stato possibile concedere alle suggestioni poetiche e ai rimandi metafisici di cui la mente è capace. Gent dla Val Màiro, la nosto,esistenze  e anime modellate, come il paesaggio, dalla presenza inarrestabile delle acque del suo fiume. Tuttavia, pur nella ristrettezza geografica ed economica, anche dalle genti che abitano una valle alpina come la nostra i richiami delle acque fluenti non sono rimasti disattesi. Per questo l’àigo de Màiro ha influenzato il pensiero, pervaso la cultura e inciso sull’economia, dispensando le sue piccole ricchezze.
Il lessico, la léngo, tanto per cominciare. Tanti da noi i modi per nominare l’acqua. Figlia di precipitazioni di piogge e dello scioglimento di nevi e ghiacciai, dopo aver penetrato e percorso le viscere della montagna, l’acqua riaffiora dalla sua dimora sotterranea, l’adoùs, la falda freatica. Issì i à d’adoùs dicono gli uomini delle terre alte quando individuano una terra ricca di risorgive. Dalla falda origina la font, la sours, la fonte, la sorgente. Acqua che risorge. Nasce da qui lou vir, l’avventura dell’acqua. Da lì in poi gourc, toumpi. resquiàousses, laous, pozze, tonfani, bacini di raccolta, laghi. E ancora: nàis, sàgnes, àigues mòrtes, maceratoi, acquitrini, acque stagnanti, pigro luccichio di acque ferme. Ma soprattutto àigues vìves, acque che scorrono vivaci, disegnando làmes, brui, saout, pissài, lame, scrosci, salti, cascate. Spettacolari cascate come lou Sàout di Stroppia a Chiappera o la Pìsso di Dàou sotto le Grànges di Elva. Luoghi di impeto e di fragore. Oppure tratti calmi dove il fiume rallenta e si placa. Luoghi dove le acque riposano. Li frequentano i pescatori che li conoscono e li chiamano per nome. In alta valle: Toumpi dal Meàn, T. d’Péiro Pounchùo, T. dal Gourjàs, T. dal Pianàs, lou Toumpiàs, eccetera. Più in basso: Toumpi dal Badàgou, T. dal Sourfou, T. di Loumbard, T. dla Coupéta, e molti altri. In un baluginare fugace di scrosci prorompenti e di specchi lucenti, in un rapido mutare di ritmi e di destini, il fluire del torrente, come la vita dell'uomo, va incontro all’Epilogo, corre verso l’abbraccio del Mare.
A questi ed altri più solidi richiami si sono ispirati gli alunni delle classi quinte del Circolo Didattico di Dronero. Scuole di Prazzo, San Damiano, Dronero Capoluogo, Dronero Oltremaira, Pratavecchia e Villar San Costanzo - elencate seguendo il corso del fiume – coalizzate in un ambizioso progetto di “tesi” collettiva di fine anno scolastico.  
Il proposito è quello di raccontare un fiume, il loro, con la vita che gli sta intorno e le vicende che lo hanno accompagnato e che sopravvivono, custodite negli archivi e nelle memorie.
Un progetto di ricerca, nel presente e nel passato, della realtà e della memoria del territorio, che non vuole trascurare nessuna delle presenze che accompagnano il fiume nella sua corsa.
Cultura a tutto tondo, con invenzioni narrative, composizioni poetiche, diari e scorci di esperienze vissute, brani di testi letterari, ricerche sul campo, interviste, citazioni di fonti, documenti storiografici, e infine la pubblicazione in veste editoriale di libro. Il tutto corredato da una ricca iconografia: cartine topografiche, fotografie di paesaggi e realtà di oggi e di ieri, griglie schematiche e disegni. Una monografia che raduna nelle sue pagine la grande Storia e le piccole storie, con tutte le prerogative di un libro da leggere per chi vuole conoscere e imparare le bellezze del piccolo mondo in cui vive.
Dopo i primi capitoli di invenzione narrativa (“Al tempo dei tempi…”) e poetica (“Se di Maira senti parlare…”), si passa alle cose “serie”.
 Le notizie storiche anzitutto. Il dominio benevolo dei marchesi di Busca prima e di quelli di Saluzzo poi, che riconobbero e confermarono all’alta valle antichi privilegi e libertà, presupposti per un medioevo di relativa pace e prosperità, coi 12 comuni superiori congregati in una libera comunità, quasi una repubblica confederata.
Seguono cenni geografici e fisiografici del bacino con dati inerenti lo sviluppo idrografico dalla sorgente alla foce, la portata media, che per il Maira è di 13,5 m. cubi al secondo, il regime, che configura il Maira come fiume ad andamento torrentizio di tipo alpino, con forti magre estive e piene primaverili.
Ed ecco le lezioni del passato nelle testimonianze dei valligiani.
L’alluvione del ’57. Acque arrabbiate, gonfie, limacciose, che trascinano via ponti, strade e molini. L’impotenza dell’uomo di fronte alle forze soverchianti della natura. Le processioni per scongiurare il maltempo e porre fine alle sciagure. Il ricorso alla forza antica della Fede, unico argine possibile.
Poi la natura: Flora e fauna del Maira. Biodiversittà dell’ecosistema fluviale. Gli ultimi lembi relitti di foresta planiziale che accompagnano il fiume. Gli animali delle sponde e quelli delle acque.
Quindi le affluenze dei torrenti e i canali di derivazione a scopo irriguo. Acqua che viene e acqua che va. Quello dedicato ai canali (Marchisa, Presidenta, Comella e Ceaglia) è il capitolo più interessante e documentato del libro.
La Bealera Cuniculorum (la Bialera di Cunì), capolavoro di ingegneria medioevale risalente all’inizio del secondo millennio, coi suoi cunicoli e i caratteristici camini di aerazione (i fourou). Chiamata in passato con molti altri nomi (Bealera Communis, Bealera Magna) venne infine denominata Marchisa, dopo che nel 1385 il marchese di Saluzzo aveva donato alle monache di S. Antonio (Monastero di Dronero) un ramo irriguo di sua proprietà.
La Presidenta, canale di proprietà del comune di Villar S. Costanzo, dopo cinque chilometri si dirama in due Borche (bourca = diramazione), per poi disperdersi nelle sue Sorti (sorte = derivazione; dal latino medioevale “exortem”, da ”exorior”: nasco da, derivo).
Vengono esaminate le tecniche di irrigazione delle colture e passati in rassegna gli opifici (molini, segherie, fucine, centrali idroelettriche) degli artigiani, ognuno col suo salto d’acqua e il suo caratteristico roudoùn.
La disponibilità di acqua condiziona le attività produttive. Interessante la lezione del sindaco Biglione in proposito e il modulo per l’intervista utilizzato per il territorio di Villar S. Costanzo e Morra di Villar, con 34 interviste e 83 testimonianze.
Infine momenti di riflessione scolpiti nei proverbi, nei modi di dire e nelle storielle collegati all’acqua.
Raccontare il Maira, le sue acque. Racchiudere in una monografia leggera e godibile il compendio di una storia infinita. Un progetto pienamente realizzato, una promessa mantenuta.
Arricchito da suggestioni leopardiane, riflessioni metafisiche e rimandi eraclitei, e ora anche sospinto dalla forza di questa nuova creatura letteraria, il fiume va. Partendo da lassù, dalle falde alpine dello Chambeyron, continua a scendere al piano con nuovi richiami e imperturbato vigore. Presenza vincolante, ora cheta ora prorompente, viene giù disegnando le sue anse, eseguendo le sue consumate sinfonie, distillando i suoi allegri e i suoi pianissimo. Nel suo incessante andare accoglie le affluenze dei torrenti, dispensa le derivazioni dei canali, via via, fino all’epilogo della confluenza nel grande Po, e poi l’ultima corsa verso il mare.
E così, come l’àire, anche l’àigo de Mairo fài soun vir.
 
                                                                        Renato Lombardo
 
Il libro “LUNGO IL MAIRA…FRA I SUOI CANALI”, pubblicato coi contributi della BANCA CRS, è reperibile presso le edicole e le carto-librerie di Dronero e nelle librerie di Savigliano.
Su Internet consultare il sito: www.scoprinatura.it  di Enzo Resta.
    
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ITINERARIO DIDATTICO A CURA DEGLI ALUNNI DELLE CLASSI QUINTE
DEL CIRCOLO DI DRONERO

Dal giornale settimanale “ CORRIERE DI SAVIGLIANO “
di giovedì 28 giugno 2007 (interno pag. 4):

I bambini parlano del fiume e dei suoi canali
LUNGO IL MAIRA …
di Maria Bossolasco

Guardare al fiume Maira con animo diverso da quello che colora l’attualità politica cittadina è possibile, se l’angolo di osservazione è la trasparenza dei bambini !
“ Ascolto il Maira. Mi sussurra: sono bimbo che gioca alla sorgente … son fruscio continuo nella valle”. Facile quindi immaginare quanto sia genuina l’emozione che ha guidato gli allievi delle classi quinte del Circolo di Dronero, Prazzo, San Damiano Macra, e Villar San Costanzo – sotto la regia degli insegnanti Andreis, Cesano, Mucchietti, Ghio, Raina e Abello nel viaggio editoriale alla scoperta del fiume Maira. Affascinante avventura didattica di giovani autori che, partendo da una metodologia d’analisi storico-paesaggistica seria, unita alla fonte inesauribile di sapere che sono i racconti di nonni e genitori, tracciano un piacevolissimo itinerario storico, folkloristico, soffermandosi sui mestieri legati all’acqua, fra gli usi e le consuetudini dei nostri contadini di un tempo. Un invito quindi a riscoprire le leggende , i sapori, gli ambienti cui anche noi saviglianesi siamo più che mai affezionati. Il libro è in distribuzione in alcune librerie di Savigliano, ha per titolo “ Lungo il Maira … fra i suoi canali “ e vede la partecipazione, tra gli altri, del fotografo Enzo Resta del Circolo Imago di Savigliano. Edito da Tipolito Martini di Borgo San Dalmazzo, deve la pubblicazione anche al contributo della CRS di Savigliano. Per prenotare il libro si può andare su www.scoprinatura.info all'indirizzo e-mail: scoprinatura@gmail.com
vita nascosta di un torrente pagina dedicata

    
     
PLANARIA ( Tricladi )
Non sono macchie scure sulle rocce !!
DOVE VIVONO:
Nelle acque correnti dei torrenti,di giorno si rifugiano dalla luce stanno nascoste sotto i sassi immersi totalmente o in parte dall'acqua vivono aderenti ai ciottoli.
COME SONO FATTI:
Dal corpo molto appiattito e allungato per riprodursi dividono il loro corpo.
COSA MANGIANO:
Predano piccoli invertebrati vivi spesso anche feriti o morti.
    
     
Austropotamobius pallipes
crostaceo di torrente
Grande gambero di fiume lungo fino a 15 cm, con chele sviluppate di coloro bruno, oliva o giallastro.
Vive fra i sassi sul fondo dei torrenti dalle acque limpide e si nutre di animali morti e di piccole prede. Le uova sono prodotte in autunno e la femmina le porta per parecchi mesi sotto la coda fino alla schiusa. Divenuto in molte zone raro.
    
tricotteri
     

I tricotteri costituiscono uno dei maggiori ordini tra gli insetti acquatici, il ciclo vitale si svolge nell'acqua per larve e pupe, fuori dall'acqua per gli adulti. Essi entrano in modo consistente nella dieta di alcuni pesci. I tricotteri aduldi sono di piccole e medie dimensioni , generalmente rifuggono l'esposizione alla luce solare, sono attivi al tramonto o di notte e vivono solamente ... 

    
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Cartignano sull'Oasi del torrente Maira
    
     

Cenni storici
Il termine Cartignano deriva da "Quartinius" o "Curtinius". Al 1091 risalgono le prime testimonianze scritte che attestano l'esistenza di "Cereanum", in seguito citato anche come "Cereano nunc Cartignano". Il paese si trova sulle rive del Maira, che lo divide in due parti.Un ponte di pietra funge da collegamento tra il nucleo più antico e il resto del paese sulla riva sinistra del torrente. Cartignano è dominato da un antico castello, testimone degli avvenimenti occorsi in valle durante il passare dei secoli. Nel periodo feudale Cartignano fu signoria feudale: Dopo il dominio dei marchesi di Saluzzo entra nel XIII secolo a far parte del feudo dei Berardi di S. Damiano. I signori fecero costruire nel XV secolo il castello; nel 1601 passa sotto i Savoia. Nel periodo della rivolta protestante fu un centro di resistenza molto importante, saccheggiato e bruciato da Carlo Emanuele I, che voleva riportare la fede cristiana nella valle. Nel 1944 il castello fu incendiato dai soldati tedeschi per rappresaglia. Attualmente il castello è in rovina: anche se dall'esterno può apparire ancora in buono stato, esso è in realtà in pessimo stato di consservazione: si possono ancora leggere tracce del passato nei resti di un camino, di capitelli scolpiti o di un arco ad esempio, simboli di un periodo migliore. Purtoppo alcuni affreschi ancora esistenti si sbiadiscono irrimediabilmente con il passare del tempo. I sotterranei e la prigione sono rimasti intatti.

Arte e architettura in Cartignano
L'antica Casa signorile con facciata a vela si trova sulla strada del ponte sul Maira; il ponte presenta affreschi ottocenteschi all'interno della sua volta. In borgata Galliana e Chiaudieres si possono osservare affreschi su case o cappelle isolate.

Economia
Nell'Ottocento Cartignano ha cercato di sfruttare le sue povere risorse nel campo dell'economia locale: alcuni mulini, fucine e una filanda non furono però sufficienti a garantire il lavoro e molti giovani dovettero emigrare in cerca di fortuna. Attualmente la popolazione residente è molto ridotta, le borgate sono quasi abbandonate. Il Castello eretto nel 1400, conserva ancora le sue maestose mura con le torri di guardia: dalla sua posizione domina l'entrata del paese. Non visitabile allinterno in quanto proprietà privata e con pericoli di crollo. È l'unico edificio fortificato presente sull'intero territorio valmairese, nel 1500 fu rifugio degli Ugonotti della Valle, mentre nell'agosto del 1944 fu incendiato per rappresaglia dai soldati tedeschi insieme a buona parte di Cartignano. La Chiesa parrocchiale costruita probabilmente intorno al 1500 ed dedicata a San Lorenzo Martire, patrono di Cartignano. All'interno le pitture sono abbastanza recenti; fra i vari affreschi e decorazioni si notano il pulpito costruito ai primi del 1700 ed un'opera in marmo e stucco sulla parete di fondo del coro. L'edificio conta di tre navate, la facciata stata recentemente ristrutturata e raffigura il martire San Lorenzo e a destra il Tribunale che lo giudica. Da notare il fonte battesimale e i confessionali, nella navata sinistra; il campanile di costruzione più recente. Il Ponte di Cartignano in pietra, sovrastato da una antica cappella votiva, con resti di affreschi rappresentanti quattro momenti legati all'arca di Noè.

    
     
Cartignano
    
     
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ascoltare la fauna
    
     
uccellini sulla mano alunno
    
     
ponte Rossini  sul Maira
ponte Rossini sul Maira
    
     
uova di rana
uova di rana
    
     
girini nell'ultimo stadio in acqua
girini nell'ultimo stadio in acqua
    
     
astucci di Tricotteri
astucci di Tricotteri
    
     
Trota
Trota
    
     
Matrix tassellata
Matrix tassellata
    
     
didattica
didattica
    
     
planaria
Planaria - Tricladi
    
     
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